Avevo “scoperto” l’importanza dei convegni come mezzo di comunicazione per moti- vare i collaboratori alcuni anni prima che Meeting e Congressi cominciasse a diffonde- re il verbo. Lavoravo per una multinazionale di beni di largo consumo, e avevo rilevato una frattura tra “sede” e “periferia”.

Organizzai una convention e un programma di motivazione per compattare le parti. Non cito la data, per evitare di calcolare quanti anni sono passati. Comincio a pubblicare articoli e casi di studio su Meeting & Congressi dopo essere passa- to dall’altra parte della barricata, alla direzione di un’agenzia di motivazione e organizzazio- ne di convegni. Per impostare i programmi di motivazione (miglioramento della produtti- vità, diremmo oggi), trascorrevo diverso tempo negli uffici delle società clienti, oltre due- cento, in settori merceologici diversi.

Ogni programma era un’ottima occasione di studio di quelle che poi definii “scienze affluenti” (sociologia, psicologia, marketing, drammatur- gia, neurologia, eccetera). Meeting & Congressi fu subito disponibile a dare risonanza ai “corsi preparatori per professionisti di convegni”. Duravano 120 ore e vedevano alternarsi nel ruolo di facilitator personaggi che avevano avuto riconoscimenti internazionali. Non posso citarli tutti. Ricordo però Maria Grazia Riontino e Marco Ferronato.

Verso la fine degli Anni 80 incontrai Francesca Buccafusca a un convegno internazionale. Fu l’occasione per avviare l’internazionalizzazione della nostra attività. Molti colleghi aderirono all’iniziativa di fondare il primo capitolo di Mpi al di fuori del Nord America: 74 nuovi soci in appena due giorni durante la Btc del 1990, e nel marzo del 1991 il Chapter Italia di Mpi fu “approvato”.

Meeting & Congressi è stata sempre disponibile a sostenere queste iniziative, così come la diffusione del sapere per consentire di mettere a sistema le pratiche verso una vera spe- cializzazione professionale. Mi fu proposta la direzione del council europeo. La cedetti al collega più anziano che aveva guidato l’Inghilterra verso MPI. Poi decidemmo di organizzare in Italia, a Roma, la prima sessione di esami – non gestita in America – per la certifica- zione professionale Cmp del Convention Industry Council.

Subito dopo proposi a MPI una certificazione di livello universitario, basata non solo sul “come fare” (CMP), ma anche sul “perché fare” i convegni in un determinato modo. Nacque il CMM che prese come base proprio il piano di studi sperimentato in Italia con i già citati “corsi preparatori”. Alan Pini era nel comitato internazionale. Lo stesso Alan che nel giugno 2013, è stato invitato dal Convention Industry Council – assieme a me, due Italiani su nove componenti del comitato speciale – per l’internazionalizzazione della professionalità nella meeting industry. M&C ha dato rilevanza alla prima “rete d’imprese” per la gestione di convegni in Italia (è Meet In Action Italia, composta di dieci agenzie ubicate in altrettante regioni Italiane).

Ora siamo partiti – per primi al mondo – con la “certificazione professionale di filiera”, in lingua Italia- na. E grazie a M&C che ha consentito e consente lo scambio di esperienze, elemento indi- spensabile per elevare gli standard di una delle più esaltanti specializzazioni professionali.

 


 

Meeting & Congressi: http://issuu.com/ediman/docs/meeting_e_congressi_nov_13/c/sp5vs3q 

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